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Export salumi: dati positivi nonostante la crisi

Secondo le elaborazioni ASSICA (Associazione Industriali delle Carni e dei Salumi) sui dati ISTAT, le esportazioni dei salumi italiani nel 2012 hanno superato le 138.440 tonnnellate, contando rispetto all’anno precedente un +3,8% e segnando un nuovo importante record: 1,116 miliardi di euro esportati verso i Paesi UE ed extra europei (+7,2% sul 2011).

Nonostante la crisi si tratta di dati positivi, che in termini di fatturato sono migliori sia di quelli dell’industria alimentare (+6,9% che dell’industria italiana nel suo complesso (+3,7%).
Ma a far registrare il segno più sono sempre più i Paesi Extra UE, determinanti e oggetto nello scorso anno di un vero e proprio boom delle esportazioni. “Infatti, mentre in Europa l’export di salumi italiani è cresciuto poco (+1,3% in quantità e +4,6% in valore), gli invii verso i mercati extracomunitari, come USA, Giappone, Canada, Russia e Hong Kong sono complessivamente aumentate del 12,7% in quantità e del 16,5% in valore” – come si legge nel comunicato ASSICA.

I dati dimostrano da un lato i risultati della crisi che stiamo attraversando, specialmente in Europa, dall’altro “la grande capacità delle imprese produttrici del settore di penetrare sempre più mercati geograficamente o culturalmente lontani”. Le aziende produttrici di salumi hanno dimostrato grande reazione alla crisi globale degli ultimi anni, nonostante spesso si trovino di fronte a barriere all’export di natura sanitaria e non solo.

Le difficoltà nell’esportare però a volte, soprattutto grazie al lavoro congiunto delle associazioni di categoria, delle Istituzioni italiane ed estere, riescono a ridimensionarsi a tal punto da ridisegnare possibilità di crescita interessanti, come nel caso della recente apertura del mercato USA (vedi articolo). Infatti dal prossimo 28 maggio salami, pancette, culatelli, coppe e gli altri salumi italiani a breve stagionatura (provenienti da alcune regioni del centro-nord) potranno finalmente essere esportati negli USA, dopo oltre 15 anni di divieto. Si tratta di un evento epocale: una delle aree italiane più importanti per la produzione di salumi supera una delle barriere non tariffarie che impediscono il pieno sviluppo delle nostre esportazioni di salumi nel mondo. ASSICA ha stimato che nel 2014, cioè il primo anno di effettiva operatività della nuova apertura a questi prodotti, il flusso delle esportazioni potrà aumentare di circa 10 milioni di euro, a vantaggio delle aziende italiane: questo potrà fra l’altro aiutare a far crescere anche l’export dei salumi che potevano già essere esportati prima della recente decisione delle autorità USA, cioè i prosciutti crudi, quelli cotti e le mortadelle.

Per maggiori informazioni scarica il comunicato stampa ASSICA

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