Il Canada apre le porte ai salumi italiani

NEWS IVSI

12/02/2015

Buone notizie dal Canada per il mondo dei salumi. La Canadian Food Inspection Agency ha eliminato il limite minimo di stagionatura dei prodotti di salumeria esportabili nel Paese. Un mercato che apprezza molto i nostri salumi e negli ultimi cinque anni è cresciuto del 60,8%, un aumento di 8,4 milioni di euro.

L’iter era iniziato nell’autunno 2014, su richiesta di ASSICA (Associazione Industriali delle Carni e dei Salumi italiana aderente a Confindustria), dal Ministero della Salute italiano con il supporto della Commissione europea, ed era finalizzato ad ottenere l’eliminazione del periodo minimo di stagionatura di 30 giorni previsto per i salumi esportati dall’Italia e la conseguente apertura del mercato canadese alle carni suine fresche.

Come si legge da una nota proprio di ASSICA, le autorità canadesi avevano sempre ritenuto necessario applicare finora nei confronti delle produzioni salumiere le cosiddette “extra measures” previste dall’Accordo UE‐Canada e di introdurre ulteriori garanzie relative alla materia prima. Le nuove condizioni per l’esportazione di prodotti a base di carne suina (e di carni suine fresche) proposte da parte della Canadian Food Inspection Agency non prevedono requisiti minimi di stagionatura dalle Regioni italiane indenni dalla malattia vescicolare del suino (già riconosciute dagli USA) ai sensi della Decisione della Commissione Europea 2005/779.

Questo importantissimo risultato conferma il pieno riconoscimento dell’equivalenza tra le normative applicabili alle carni e l’abrogazione di ogni ulteriore “extra measure”. In questo contesto, l’Italia ha raggiunto l’obiettivo di liberalizzare le spedizioni dei nostri prodotti di salumeria, superando gli ostacoli discendenti dalla permanenza della malattia vescicolare in alcune parti del nostro territorio.

Si completa così l’offerta dei prodotti esportabili nel continente Nordamericano e in particolare in un mercato strategico quale quello canadese dove i salumi italiani sono già conosciuti ed apprezzati. Mercato che negli ultimi cinque anni (2008-2013), grazie all’apertura prima ai prodotti stagionati per più di 90 giorni e poi a quelli stagionati almeno 30 giorni, ha registrato un +60,8% in quantità per 791 tonnellate e un +63,6% in valore per 8,4 milioni di euro. Un dato, questo, che si è ulteriormente rafforzato nel 2014. I primi 10 mesi del 2014 registrano, infatti, rispetto allo stesso periodo 2013 un ulteriore +17,2 in quantità e un +16,1% in valore.
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