Salame di Varzi, una DOP che piace. Boom del preaffettato: +208%

NEWS IVSI

03/09/2015

I dati sulla produzione della DOP della provincia di Pavia relativi all’anno 2014 sono molto positivi, in linea con l’anno precedente. Buona performance del preaffettato

Dal Consorzio di tutela del Salame di Varzi arrivano i numeri della produzione della DOP relativi all’anno 2014: sono 441.394 i salami certificati prodotti dai Consorziati. Numeri in linea con l’anno precedente.
Incredibile la performance del preaffettato con 65.681 vaschette prodotte, il 208% in più rispetto al 2013, che si è chiuso invece con 31.510 vaschette (fonte IPQ - Istituto Parma Qualità).

Dati che testimoniano che gli estimatori del salame di Varzi sono sempre più numerosi, tanto da non essere più concentrati nel solo territorio di produzione, ma diffusi su tutta la Penisola. “Il nostro è un prodotto che fino a qualche tempo fa era conosciuto principalmente in Lombardia. Oggi però non è più cosi; ha molti estimatori sia al Nord, Veneto e Liguria, che al Centro, principalmente nel Lazio. Abbiamo segnali positivi provenienti anche dal Sud Italia” ha affermato Fabio Bergonzi, Presidente del Consorzio di tutela del Salame di Varzi.

“Riscontriamo una certa attenzione anche dall’estero, principalmente dalla Germania e dall’Inghilterra, ma le quantità esportate sono ancora minime. Uno dei prossimi obiettivi del Consorzio è quello di far conoscere questa eccellenza del nostro Paese anche ai consumatori di tutto il mondo” ha concluso Bergonzi.


La storia del Salame di Varzi

Le origini del Salame di Varzi risalgono a tempi antichissimi. La tradizione vuole infatti che già i Longobardi utilizzassero il salame come alimento preferito durante le proprie trasmigrazioni sia per le caratteristiche di conservabilità sia per le indubbie proprietà nutritive.

Successivamente il Salame di Varzi approdò nel XIII secolo alle tavole dei signori Malaspina che lo assunsero quale alimento nobile e prelibato, riservato agli ospiti più illustri della propria tavola. Nei secoli successivi, il Salame di Varzi prese via via a diffondersi tra il popolo: con la diffusione dell’allevamento suino, anche i contadini e gli agricoltori presero a consumare salame, disponibile in maggiori quantità. Il Salame di Varzi diventò così un alimento sempre più presente sulle tavole.

Come è fatto

Il Salame di Varzi è realizzato con carne di suino macinata e sapientemente mescolata a sale marino, pepe in grani e infuso di aglio in vino rosso. Nella lavorazione del Salame di Varzi, vengono impiegati diversi tagli di carne, anche le parti migliori come la coscia. La materia prima è attentamente ed accuratamente selezionata per conferire al prodotto stagionato le caratteristiche di morbidezza e profumo che lo contraddistinguono. Al taglio si presenta di forma allungata (intendendo la forma della fetta del salame che deve essere tagliato a becco di clarinetto), consistenza tenera e colore rosso vivo. Il sapore è tipicamente dolce e delicato e si combina ai profumi e agli aromi fragranti e caratteristici strettamente condizionati dai tempi di stagionatura.

Informazioni nutrizionali

Ricco di proteine nobili e sali minerali, il Salame di Varzi DOP ben si adatta ai moderni stili alimentari e alle diverse occasioni di consumo, arricchendole di gusto e sapore.


Il Consorzio di tutela del Salame di Varzi

Il Consorzio inizialmente volontario si è costituito nel giugno del 1984 con lo scopo di conseguire il riconoscimento della Denominazione di Origine, nonché di svolgere attività promozionale, di vigilanza, di tutela e garanzia del prodotto. Vanta 12 produttori aderenti. Dal 2001 il Salame di Varzi DOP è certificato dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali; i controlli vengono eseguiti dall’Istituto Parma Qualità.

Il Consorzio è stato riconosciuto di Tutela con decreto dal MIPAAF il 28/01/2009.



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