Salame Cacciatore DOP, un salume anti crisi.

NEWS IVSI

23/03/2015

Con circa 3.500.00 di chili prodotti, il Salame Cacciatore DOP si conferma fra i salumi più amati, oltre che il salame DOP più consumato anche nel 2014.

Il Salame Cacciatore DOP conferma la sua leadership nel settore dei salami tutelati con il dato di produzione che pur con una lieve flessione si attesta sui 3.500.000 chili e un fatturato alla produzione di circa 40 milioni di euro.

“La crisi economica e la conseguente diminuzione dei consumi ha penalizzato il mercato dei salami in generale e quindi anche del Salame Cacciatore. Il nostro prodotto ha tenuto maggiormente rispetto ad altri grazie a diversi fattori. Innanzitutto la qualità garantita dalla DOP. Altro elemento, la praticità d’utilizzo, determinata dalle sue ridotte dimensioni, che lo colloca all’interno di una modalità di consumo immediato. Inoltre il Salame Cacciatore, essendo di solito di peso pari a circa due etti, ha comunque una battuta di cassa unitaria bassa, indicativamente intorno ai tre euro, rendendolo in tal modo un salume “anti-crisi”. Infine perché è conosciuto ed apprezzato oltre che per la sua estrema bontà, anche per le sue proprietà nutrizionali che lo rendono - tanto per fare un esempio - particolarmente adatto anche all’alimentazione equilibrata degli sportivi, in quanto reintegra i sali minerali, in particolare il potassio, fornendo anche proteine di ottimo valore biologico” ha affermato Lorenzo Beretta, Presidente del Consorzio Salame Cacciatore.

Da settembre 2014 è stato avviato anche il preaffettato che ha iniziato però ad essere commercializzato da pochi mesi. “La notizia del lancio del preaffettato è stata accolta con interesse dal mercato. Nel corso del 2015 saremo effettivamente in grado di valutare con i numeri se i consumatori hanno gradito la nostra proposta” ha continuato Beretta.

Il Salame Cacciatore piace molto anche all’estero. Si stima quest’anno che il 10% sia andato oltre confine. Principale partner l’Europa, Germania, Francia e Gran Bretagna in testa.

“Dall’export potrebbero arrivare soddisfazioni maggiori se si riuscissero ad aprire nuovi mercati, superando le barriere sanitarie e commerciali che ancora limitano i prodotti a breve stagionatura nei Paesi extra UE” ha concluso Il Presidente.
Vai all'archivio completo >